Darsi degli obiettivi, siano essi personali o professionali è estremamente importante. Un obiettivo da un senso di direzione alla nostra vita, catalizza le nostre energia e le incanala per il perseguimento di un risultato.
Possiamo fare molto per conseguire un obiettivo, ma un obiettivo, uno vero, ha una caratteristica peculiare: è fuori del nostro controllo. Pensateci bene, se siete un venditore di auto e avete un target di vendita, raggiungere il vostro obiettivo passa indiscutibilmente per le scelte di potenziali clienti. Potete fare un’offerta imbattibile, rispondere con intelligenza alle obiezioni, conoscere a fondo i bisogni del cliente, ma in ultima istanza la firma sul contratto di vendita la mette lui. Se siete uno studente di ingegneria e volete prendere un 30 all’esame di scienza delle costruzioni, potete fare un piano di studio, frequentare le lezioni, presentarvi al ricevimento del professore e fare gli esercizi. Ma non potete decidere il testo dell’esame e non potete sindacare sulla valutazione finale del professore. Nonostante ci siano molte variabili su cui potete agire, il voto finale sul libretto lo mette lui.
E con gli esempi si potrebbe andare avanti. Dal calciatore che vuole vincere il campionato, al genitore che vuole crescere un figlio responsabile all’insegnante che non vuole lasciare indietro nessuno studente.
Il fatto che un obiettivo non sia nel nostro pieno controllo fa capolino con alcuni principi che dovremmo tenere a mente quando ci approcciamo a perseguire qualunque risultato. Vediamoli:
1. Rispetto
Il vero obiettivo ha un manto di sacralità, è prezioso e va protetto. Non può essere violato e non va profanato. Se vi piace una persona e vorreste corteggiarla o esserne corteggiati, dovete rispettare le sue scelte, la sua autonomia, non potete costringerla ad una relazione con voi. Seppur lo desiderate con tutto voi stessi, la scelta finale non è in vostro potere e questa consapevolezza è alla base del rispetto che avete per qualunque cosa a cui aspiriate.
2. Accettazione
L’esito finale della vostra campagna per conseguire un risultato, va accettato, qualunque esso sia. Un esito negativo può dispiacere, rattristare, farci arrabbiare, ma in ultima istanza va accettato. E’ il gioco imperscrutabile della vita, che a volte ci premia e a volte no. L’accettazione, in questo senso, è una diretta conseguenza della parziale mancanza di controllo sull’obiettivo che desideriamo conseguire.
3. Controllo
Kobe Bryant, famoso giocatore di basket, diceva: “Tu controlli quello che puoi controllare”.
Seppure il risultato finale di una partita non sia pienamente nel vostro controllo, banalmente perché tra voi e il risultato atteso ci sono degli avversari, il desiderio di vincere deve farvi focalizzare sulle variabili che potete controllare: allenare i fondamentali, provare ripetutamente gli schemi, studiare gli avversari. Scoprirete che i passi verso il vostro obiettivo sono infiniti, e seppur l’esito finale di uno scontro non lo potete controllare, le variabili che sono nella vostra sfera di controllo sono tantissime e su quelle vi dovete concentrare.
4. Onestà radicale
Il leggendario allenatore di basket americano John Wooden diceva che, indipendentemente dal risultato che vedete sul tabellone a fine partita, solo voi potete sapere se avete profuso il massimo impegno, se avete dato il massimo. Il risultato di una partita può dipendere da mille fattori; potreste aver vinto perché la squadra avversaria era oggettivamente inferiore o per qualche colpo di fortuna. Indipendentemente dal risultato bisogna coltivare un senso di onestà radicale verso noi stessi. Ho dato quello che potevo? Sono o no soddisfatto della mia prestazione? Quali sono le aree in cui sono stato deficitario? Dove posso migliorare?
5. Fiducia
Quando si persegue un risultato c’è sempre un margine di incertezza, qualche elemento che ci sfugge, l’imponderabile. E come ci siamo detti fin dall’inizio un vero obiettivo ha sempre qualche aspetto che non è nel nostro controllo. Questo potrebbe scoraggiarci e spingerci all’arrendevolezza. L’antidoto in questo caso è nutrire un forte senso di fiducia in ciò che è stato fatto. Quando ci siamo impegnati allo stremo e abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, dobbiamo coltivare la necessaria fiducia che la vita ci sorriderà e se ancora non lo ha fatto è solo una questione di tempo.
Coltivare la fiducia è un passaggio imprescindibile per affrontare in modo sano l’avventura verso la realizzazione di un desiderio agognato.
Adesso che conoscete questi principi, pensate ad un obiettivo per voi importante, e chiedetevi.. Lo coltivo con rispetto? Accetto il verdetto della vita? Mi focalizzo su ciò che posso controllare? Sono onesto con me stesso riguardo l’impegno profuso? Nutro un senso incrollabile di fiducia verso la sua realizzazione?
Vi lascio con queste domande. Ci leggiamo nel prossimo articolo.

Lascia un commento